Lo studio delle torbiere e il cambiamento climatico nell'Appennino emiliano

Nuova collaborazione tra la Regione, Arpae e il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l'uso dei dati nella pianificazione delle azioni di tutela del territorio

Comprendere meglio la stretta relazione tra eventi climatici estremi e processi sedimentari. E' questo il motivo di una serie di studi che sono stati avviati nei bacini montani delle aree di crinale, che rappresentano straordinari archivi naturali delle variazioni nel tempo delle precipitazioni estreme nell’Appennino Settentrionale.

Queste analisi si basano sia sull’approccio statistico con l’analisi delle serie storiche di dati strumentali sia su un approccio multidisciplinare che riguarda l’indagine geologica.

Il “Progetto Torbiere” nasce nel 2017 grazie a una collaborazione tra il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli (SGSS) regionale e ARPAE- Servizio Idro-Meteo-Clima (ARPAE-SIMC), con l'obiettivo di studiare alcune torbiere di alta quota dell’Appennino emiliano. Questi archivi geologici naturali, presenti all’interno del territorio regionale, registrano nei sedimenti informazioni preziose sui processi geologici ad alta frequenza che possono essere associati al cambiamento climatico.  

Da quest’anno, il Progetto Torbiere si è arricchito di una nuova collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISMAR di Bologna, che porta la sua esperienza ed eccellenza nello studio multidisciplinare dei sedimenti recenti, correlando i risultati ottenuti nelle indagini analoghe realizzate sul territorio dell’Emilia-Romagna.

 

Fonte: Servizio Geologico, sismico e dei suoli della Regione

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pubblicato il 2021/12/21 12:55:02 GMT+2 ultima modifica 2021-12-21T12:55:02+02:00

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